GLI INDIPENDENTISTI VENETI: “SALVINI A ROMA CERCA IL MORTO?”

Il leader indipendentista Gianluca Busato lancia la “Rivoluzione Digitale” con le elezioni autogestite del Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo e attacca duramente il partito di Salvini che si appresta alla marcia su Roma cercando gli scontri di piazza

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“Roma Ladrona oggi è diventata Roma Poltrona e la lega cerca anche il morto per cavalcare lo scontro sociale”. Le parole inequivocabili contro il partito più vecchio presente nel parlamento italiano sono di Gianluca Busato, il presidente di Plebiscito.eu e candidato governatore del Veneto per Veneto Sì.

Giusto un anno fa in Veneto ci si apprestava a votare il referendum di indipendenza del Veneto, organizzato da Plebiscito.eu, che vide la partecipazione al voto di oltre 2,3 milioni di veneti con l’89,10% di favorevoli all’indipendenza.
Oggi un anno dopo Plebiscito.eu si appresta a lanciare le elezioni autogestite del Parlamento Veneto e si scaglia contro il partito di Salvini, che da territoriale si è trasformato in nazionalista. Le elezioni digitali del Parlamento provvisorio della Repubblica Veneta si terranno dal 15 al 20 marzo 2015 e già oggi è possibile preregistrarsi sul sito per ottenere il proprio codice di voto.

Nel presentare la nuova fase per l’indipendenza del Veneto, Gianluca Busato punta l’indice contro la lega che oggi si è trasformata in partito nazionalista: “Sono al potere da 25 anni. Sono andati a Roma nel nome del Veneto, della Lombardia e delle regioni del nord. Non hanno portato a casa niente per la propria Terra, se non miseria e degrado sociale. Si sono riempiti il portafogli, a suon di diamanti e di investimenti in Tanzania. Hanno fallito su tutti i fronti, cambiando slogan ogni due anni. Prima l’autonomia, poi il federalismo, poi la secessione, poi ancora il federalismo fiscale, poi la devolution, poi il federalismo a geometria variabile, poi la macroregione, poi ancora il no euro”.

Continua ancora Busato: “Se c’è una ragione che più delle altre spiega perché l’indipendenza del Veneto ancora non è avvenuta questa è la presenza della lega nelle istituzioni italiane”.

Nel suo intervento poi Busato ricorda come prima del Plebiscito Digitale di marzo la lega abbia tenuto un comportamento incoerente, cercando di sviare l’attenzione dall’evento che richiamò l’attenzione del mondo intero sull’indipendenza del Veneto, salvo poi cercare di cavalcarlo e quindi di insabbiarlo.

Non mancano gli accenni alla grazie questione della corruzione scoppiata con lo scandalo del Mose: “seduti di fianco di volta in volta ai ministri farabutti o ai ladri del Mose non hanno mai visto niente e li hanno anche nominati loro assessori in regione. Ingannando in primis i loro militanti in buona fede e tradendo l’intero Popolo Veneto”.

Conclude Busato: “Hanno costruito una ragnatela di potere infinita, che si è intrufolata ovunque: nei comuni, nelle province, in regione, nella burocrazia, nella magistratura, nelle televisioni, nei giornali. La piovra verde è il più grande avversario dell’indipendenza, perché con lo stato italiano hanno mangiato a sbafo, a nostre spese, e si sono costruiti un impero”.

Per ottenere quanto prima l’indipendenza, non resta quindi che votare in massa il Parlamento Veneto dal 15 al 20 marzo 2015.

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