IL TRASFERIMENTO DEL MAGISTRATO ROBLEDO, AMICO DELLA PIOVRA LEGHISTA, RIVELA IL SISTEMA DI POTERE MAFIOSO VERDE PADANO E MOLTO ITALIANO

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La notizia è passata quasi inosservata. Oggi è stato trasferito da Milano a Venezia un magistrato, Alfredo Robledo, che avrebbe favorito Bossi e la Lega Nord (oggi guidata da Salvini) nel sottrarsi alle indagini pericolose che la riguardavano. Le notizie (sotto riportiamo l’Ansa) vedono una soffiata di Robledo all’avvocato delle lega Aiello. Anche qui la richiesta di archiviazione sul sospetto reato di “rivelazione di segreti di ufficio” viene dal solito pm Salomone di Brescia, al centro anche dell’indagine-farlocca contro i 24 venetisti arrestati il 2 aprile 2014 e poi rilasciati dopo due settimane di vergognosa e inutile detenzione.

La piovra simil-mafiosa nella gestione del potere in salsa lega viene fuori in tutto il suo marcio, con una connessione tra il mondo della magistratura e la copertura della corruzione, come già non bastasse il controllo del sistema degli appalti di cui il Mose è solo la punta dell’iceberg.

Oggi si capisce bene perché Salvini e Zaia hanno tradito ad esempio i veneti, abbandonando la linea indipendentista, anzi tentando di soffocare e cavalcare l’azione messa in atto da Plebiscito.eu, che dal 16 al 21 marzo 2014 organizzò il referendum di indipendenza del Veneto, richiamando i media di tutto il mondo.

Preoccupa quindi ora che questo Robledo arrivi proprio a Venezia, proprio prima delle delicate elezioni regionali del 17 maggio 2015, dove si gioca una partita importante per l’indipendenza del Veneto.

Pg Cassazione,Robledo avvantaggio’ Lega, danni per Pd e altri

(ANSA) – ROMA, 20 GEN – In particolare, secondo il Pg, nel procedimento che riguardava Bossi padre e figlio e Belsito, Robledo avrebbe suggerito o addirittura quasi dettato a Aiello – che aveva saputo dell’imminente pubblicazione da parte dell’Espresso di un servizio sull’indagine – un’istanza con cui ottenere copia di una consulenza non nota ancora agli indagati. E quando l’istanza venne respinta, il pm milanese conversando con l’avvocato avrebbe fatto ricadere la responsabilita’ della decisione su altri magistrati del suo ufficio, a partire dal procuratore Edmondo Bruti Liberati. Un comportamento valutato da Ciani come gravemente scorretto nei confronti dei colleghi. Per quanto riguarda invece l’inchiesta sugli indebiti rimborsi percepiti da consiglieri regionali, Robledo avrebbe violato il dovere di riservatezza con piu’ comportamenti: anche rivelando a Aiello quali fossero gli indizi a carico degli indagati o annunciandogli in un’occasione (era il 18 dicembre 2012) che il giorno dopo sarebbero finiti sotto inchiesta altri 7-8 consiglieri regionali. Il tutto pur essendo cosciente che l’avvocato aveva un filo diretto con i vertici della Lega Nord e che dunque avrebbe rivelato loro tutto. (ANSA).

FH 20-GEN-15 17:33

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