INTELLIGENZA ARTIFICIALE, UNA MATERIA POTENZIALMENTE RIVOLUZIONARIA PER IL FUTURO DELL’UMANITA’?

AISi intensifica il dibattito attorno alle potenzialità e anche ai rischi dell’intelligenza artificiale (AI). Alcuni scienziati ed investitori firmano una lettera aperta, compresi il cosmologo Stephen Hawking e l’imprenditore seriale Elon Musk (co-fondatore di PayPal, SpaceX e Tesla Motors). La lettera non vuole alimentare paure millenaristiche, mettendo in luce sia gli effetti negativi sia quelli positivi dell’intelligenza artificiale al fine di approfondire un dibattito scientifico su una materia potenzialmente rivoluzionaria per il futuro dell’umanità. Essi ritengono che l’intelligenza artificiale possa essere potenzialmente più rischiosa del nucleare. I maggiori progressi si registrano nel riconoscimento vocale e di immagini e nei veicoli a guida automatica.

Con la locuzione intelligenza artificiale si intende generalmente l’abilità di un computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana.
L’intelligenza artificiale è una disciplina da tempo dibattuta tra scienziati e filosofi, la quale manifesta aspetti sia teorici che pratici oltre che etici. Nel suo aspetto puramente informatico, essa comprende la teoria e le tecniche per lo sviluppo di algoritmi che consentano alle macchine (tipicamente ai calcolatori) di mostrare un’abilità e/o attività intelligente, almeno in domini specifici.
Uno dei problemi principali dell’intelligenza artificiale è quello di dare una definizione formale delle funzioni sintetiche/astratte di ragionamento, meta-ragionamento e apprendimento dell’uomo, per poter poi costruire dei modelli computazionali che le concretizzano e realizzano.

Sempre Elon Musk ha addirittura avvertito gli ingegneri che si occupano di intelligenza artificiale di “stare molto attenti” a non creare robot che potrebbero governare il mondo. Suggerisce piuttosto la necessità di istituire una supervisione di governo “a un livello nazionale e internazionale” sul lavoro degli sviluppatori di intelligenza artificiale, “per essere sicuri di non commettere qualche enorme sciocchezza”.

“Una macchina davvero intelligente”, ha inoltre affermato Hawking, “comincerebbe a gestirsi da sola e si riprogrammerebbe a una velocità sempre maggiore. Gli umani, che sono limitati dalla lenta evoluzione biologica, non potrebbero competere e sarebbero sopraffatti”.

Tali allarmi secondo molti altri scienziati e tecnici appaiono però ingiustificati e sembrano una tardiva replica a un filone già ampiamente sviluppato a livello cinematografico con film quali 2001: Odissea nello spazio, Terminator, Blade Runner Matrix.

In attesa di sapere cosa ci riserva il futuro, già oggi nella Silicon Valley si stima vi siano 150 start-up focalizzate sull’AI.

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