LA COPERTA POLITICA ITALIANA È CORTA, STRAPPATA E PIENI DI BUCHI

soleIl Patto del Nazareno e il possibile Partito della Nazione – novella Democrazia Cristiana in chiave “moderna” – che appare all’orizzonte implica un nuovo assetto politico per il governo dell’Italia. L’accordo Renzi-Berlusconi li rende mutuamente dipendenti l’uno dall’altro.
A sinistra si è aperto uno spazio e gli orfani del PD (e del PCI) ora inseguono i sogni di Syriza e di Podemos. Da quest’altra parte ci sono Salvini e Grillo. E così appare completato il quadro dell’Italia prossima futura. Peccato però che la coperta sembri già corta prima ancora di essere posizionata sul letto dove dorme un quasi-cadavere, costituito dal blocco sociale, dove la classe media ed impreditoriale appare confusa.
Ieri il Sole 24 Ore mostrava come il cuore industriale dell’Europa è rappresentato dalla Germania e dal Lombardo-Veneto, dove, tra Modena, Treviso, Vicenza, Brescia, Bergamo e la Brianza, si trovano 6 delle prime 10 province industriali europee. Proprio dove l’altro ieri, senza colpo ferire, il Governo del Partito della Nazione ha infierito cancellando l’esperienza delle Banche Popolari e la loro forma di governance in modo da potersi mangiare anche gli unici residui strumenti economico-finanziari che erano rimasti nel territorio e che avevano permesso – dal punto di vista finanziario – proprio al cuore pulsante dell’industria europea di svilupparsi.
Non si capisce bene insomma quale sia il modello che intendano adottare i nuovi demiurghi di una rinata Democrazia Cristiana, oggi Patto del Nazareno e domani forse Partito della Nazione, oltre all’eterno andreottiano “tirare a campare”, di cui il renziamo “carpe diem” è un’involontaria riedizione in chiave ignorante.
Né d’altro canto, guardando alle altre parti del quadro politico italiano, si comprende come pensino di svilupparsi.
Appare infatti un po’ difficile pensare che D’Alema, Civati, Bersani, Cofferati, Letta (Enrico), o Franceschini possano emulare Alexis Tsipras in Grecia e Pablo Iglesias in Spagna.
Dall’altra parte abbiamo invece Salvini e Grillo, che anche sommati non valgono una Marine Le Pen, o un Nigel Farage, sempre per trarre ispirazione da leader e movimenti che in Europa hanno saputo ricavarsi un discreto successo sull’onda dell’antieuropeismo (il che appare quasi un paradosso politico).
coperta-cortaLa coperta politica italiana – oltreché essere sporcata irrimediabilmente dalla corruzione endemica, strappata e bucata da un debito pubblico insostenibile – appare anche un po’ corta e stretta tra la mancanza di leadeship (che non è solo costituita dalla capacità di fare battute in tv, ma anche da un minimo di cultura politica, di conoscenze e capacità e di valore morale ed umano) e la generale lacuna del quadro d’insieme, che non può che essere screditato dalla continua presenza di surrogati e goffi tentativi di imitazione di ciò che nasce all’estero.
c_veneto-2Gli effetti collaterali immediati saranno probabilmente l’impennata del tasso di astensione e la nascita di nuovi movimenti di base e popolari che possano scardinare il sistema marcio e irriformabile della partitocrazia italiana.
Il primo test probabilmente si avrà nel Veneto, dove gli indipendentisti, in particolare grazie alla nascita di Plebiscito.eu che ha saputo attirare su di sé l’attenzione dei media di mezzo mondo, sembrano voler fare proprio tale ruolo. Lo vedremo presto.

News from Veneto

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

^