PRATERIE INDIPENDENTISTE

La lega nazionale di Salvini varca il Rubicone e rischia di perdere il Veneto dove per la prima volta nasce un forte movimento indipendentista

veneto (1)La svolta oramai netta all’estrema destra del partito di Salvini apre un vuoto nella questione territoriale, in particolar modo in Veneto e Lombardia. Risulta infatti chiaro che una posizione estrema e populista, in particolar modo nel settore economico e produttivo, con la chiusura all’euro, all’Europa e ai mercati esteri, non paga, come non ha mai pagato in passato chi l’aveva fatta propria sia a sinistra sia, come oggi, a destra.

Il rischio concreto che corre la lega è che tale svolta, che nei sondaggi fa volare la lega a livello nazionale, con il conseguente vuoto che si è formato rischia di fargli perdere la sua storica e originale roccaforte proprio in Veneto, dove per la prima volta vede nascere un concorrente temibile con Plebiscito.eu e il suo braccio politico Veneto Sì, che oggi candida alla presidenza del Veneto il suo leader Gianluca Busato.

Plebiscito.eu è l’organizzazione che un anno fa ha colto l’attenzione di tutti i più importanti organi di informazione del mondo, grazie all’organizzazione del referendum di indipendenza del Veneto che ha visto partecipare al voto oltre 2,3 milioni di veneti (con un affluenza del 63,2%), registrando l’89,1% di favorevoli all’indipendenza del Veneto, pari ad oltre 2,1 milioni di voti “indipendentisti”.

In Veneto esistono anche altri partiti indipendentisti minori, che oggi paiono tutti orientati a partecipare alle elezioni regionali in alleanza con la lega nord di Zaia e altri partiti di destra.

Resta poi da capire come evolverà in questa settimana l’azione di critica alla linea di Salvini schiacciata sulla destra portata avanti dall’attuale segretario della Liga Veneta, il sindaco di Verona Flavio Tosi, rimasto isolato nel suo partito e in odore di commissariamento. Se Tosi si dovesse candidare, potrebbe essere appoggiato da una coalizione tra una sua lista, l’Ncd e Forza Italia.

Le altre candidature finora emerse sono quelle di Alessandra Moretti, per il pd e la coalizione di sinistra e quella di Jacopo Berti, per i grillini.

In questo scenario, con un centro-destra diviso e una sinistra destinata a sconfitta certa con una candidata debole, emerge con forza uno spazio enorme per il voto indipendentista che finalmente diventa un voto utile, come paiono dimostrare alcuni sondaggi riservati che iniziano a circolare.

Gianluca Busato per ora pare nascondersi, non apparendo mai in tv e lanciando nel territorio le elezioni del Parlamento Veneto, dove concorre sempre la lista Veneto Sì, in concorrenza con le liste della Life e di Cittadini Veneti Federati. Il Parlamento Veneto sarà eletto via internet attraverso il sito www.plebiscito.eu. Una volta queste iniziative erano portate dalla lega nord, vi ricordate il Parlamento della Padania? Oggi quello spazio pare essere diventato una prateria dove scorazza proprio Gianluca Busato, che nel frattempo dimostra maggiore maturità anche sui temi economici rispetto ai cugini padani che hanno oltrepassato il Rubicone lasciando sguarnita le proprie roccaforti di un tempo.

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